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  • scarpe
  • potuto
  • suola di gomma
  • misura del tallone:
  • elemento: fondo in gomma
  • upper material : pu, patent leather; materiale superiore: pu, vernice; lining material: pig skin materiale di rivestimento: pelle di maiale
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La trasformazione in Hotel

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  • L'avvento del Diana, inteso come struttira alberghiera, arrivò  nel 1908 , quando venne dato l'ordine di costruire un nuovo complesso ricreativo, di 15.000 metri quadri. Ciò forniva alla zona di Porta Venezia un elegante centro di divertimenti: nasceva il Kursaal Diana. Gli edifici vennero realizzati attorno alla piscina, che col tempo fu coperta e poi sostituita da un parco divertimenti all'aperto. In seguito all'area venne aggiunto un  teatro, l'hotel, un ristorante e un campo per la pelota.

    Un'altra data importante

  • Organizzazioni internazionali
  • Paleontologia
  • Il 29 luglio 1953 , quando Orio Vergani creo un gruppo di 13 persone composto da giornalisti, direttori e presidenti di importanti aziende per fondare un club gourmet per gli amanti dell'alta cucina. L'incontrò gettò le basi per quella che più tardi fu  L'accademia italiana di cucina . Vergani scelse il ristorante dell'Hotel Diana, sia per la cucina, sia per l'ampio giardino che ancora oggi è una vera rarità per Milano.­

    Ma il Diana è anche noto come  l'hotel dell'alta moda . In passato ha visto nascere stilisti italiani, ora famosi in tutto il mondo, e ancora oggi l'hotel continua la tradizione di ospitare nelle sue sale le sfilate di moda.

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    molto diversi. Non sono solo toscani, anche se in Toscana oltre il settanta per cento si è laureato. In undici, un po’ più dunque della metà, hanno un dottorato (conseguito in tre casi all’estero); gli altri hanno una laurea magistrale ma spesso anche un master, altre borse di studio, già esperienze all’estero e percorsi multidisciplinari: ingegneri ed archeologi, laureati in economia e in comunicazione, scienze politiche o storia, antropologi e biologi. Lavoreranno ora in piccole squadre, a seconda del progetto a cui si sono candidati, sul fronte del trasferimento tecnologico, dei brevetti e dell’industria 4.0, sul terreno della progettazione europea – ovvero tutte quelle complesse attività necessarie per partecipare con successo ai bandi Ue e imparare a scrivere e presentare un progetto finanziabile dall’Unione -, nell’allenare lo sguardo oltre l’orizzonte, alla ricerca di partner economici internazionali o tecnologie emergenti che possano fare la differenza, nel campo ancora della comunicazione pubblica e istituzionale e nella gestione innovativa di musei, istituzioni culturali e imprese creative a cui, dei due milioni di euro stanziati dalla Regione, sono stati specificatamente riservati 300 mila euro.

    Qui i nomi dei diciannove borsisti del bando regionale selezionati dalle università toscane:   Beatrice Bertini Vacca, Erica Cacciotti, Fabiano Catania, Marilina D’Andretta, Fabio Della Valle, Annarita Fasano, Niccolò Fiorini, Sara Gentilini, Caterina Miele, Delphine Nourisson, Alberto Nucciotti, Stefania Oliva, Francesco Poli, Mariagiovanna Ricciarelli, Ylenia Rocchini, Alessandra Romeo, Federica Trudi, Alessandra Zannella

    “Ogni anno, alla fine della primavera, enormi esemplari di tonno migrano dall’oceano Atlantico verso le acque più calde del Mediterraneo. Questi pesci sono catturati e caricati sulle barche dai tonnaroti, ultimi testimoni di una pesca in grado di rispettare il ciclo della vita marina”, scrive Francesco Zizola in occasione della mostra  Sale, sudore, sangue  all’Exma di Cagliari.

    Vincenzo Sansonetti intervista  Valeria Fabrizi  che interpreta suor Costanza nella fortunata serie Tv “Che Dio ci aiuti” che su Rai1 ha sfiorato i 6 milioni di telespettatori. Un successo travolgente e, per certi versi, inaspettato, visto che la fiction non rinuncia a essere politicamente scorretta su temi quali utero in affitto, divorzio e aborto.

    La cronaca recente ha riportato di grande attualità la riflessione sul cosiddetto  “diritto a morire” , Tommaso Scandroglio indaga un inganno già presente nella normativa vigente sul consenso informato. E cioè il possibile rifiuto di terapie salvavita che aprono scenari in cui il medico, sul piano morale, non solo commette eutanasia omissiva, ma anche commissiva nel momento in cui deve operare per staccare le macchine. Nella nostra Costituzione la vita è un bene indisponibile, ma c’è un cortocircuito giuridico.